Ritorni attesi, importante maneggiarli con cura

Ritorni attesi, importante maneggiarli con cura

Provate a guardare toktok o youtube, tutti i consulenti finanziari, età media 25 anni, sono a consigliarvi le stesse cose: bisogna investire in base ai propri obiettivi di vita, non ha senso avere in mente un portafoglio ideale che debba sempre apprezzarsi e il cui rischio non è chiaro perchè non è chiaro il periodo temporale che abbiamo in mente per giudicarlo. Se volete investire, giustamente per la pensione, per poter avere una qualità di vita in linea con quella avuta durante il periodo in cui eravate attivi economicamente, dovete procurarvi una pensione complementare, un gruzzolo che vi consenta di permettervi le cose e gli agi che vi permettete oggi. Investite quindi a lungo periodo, avete 40 anni e volete che questo gruzzolo sia lì ad apsettavi quando ne avrete 65, beh guardando ai risultati stirici delle diverse asset class su cui potete puntare c'e' solo un chiaro vincitore, l'equity: il mercato azionario.

Nel momento in cui l'orizzonte di investimento si allunga molto, e  con esso la tolleranza alla volatilità che i prezzi degli asset detenuti possono avere, non deve sorprendere il fatto che tutti gli "analisti" arrivino alla medesima conclusione, investire la maggior parte del proprio patrimonio nell'asset class che  - storicamente - ha reso più di tutte le altre, quindi l'azionario.

Spesso questi professionisti arrivano anche a farvi i conti in tasca nel futuro, dicendo che se investite oggi x e ogni mese aggiungete y, considerato che i mercati storicamente hanno reso, mettiamo, l'8% l'anno, tra 25 anni avrete milionie  milioni di euro.

Investire per il lungo periodo è sicuramente un bene

Quello di guardare ai propri veri obiettivi di investimento e non farsi distrarre dalla volatilità a breve, magari di uno o due anni di mercati "orso" è sicurmanete un fatto positivo, sopratutto gli investitori italiani sono sempre stati restii a rischiare il proprio capitale finendo per lasciare delle somme eccessive in conto corrente (investimento perdente di sicuro nel lungo periodo) o investendo in titoli a basso rendimento che proteggono a mala pena dall'inflazione che attacca il nostro potere di acquisto nel lungo periodo.

Avere un orizzonte temporale di investimento di lungo periodo non deve però farci dimenticae che la volatiltità dello strumento azionario può essere importante e che il mark to market delle posizioni che deteniamo è comunque importante, visto che le cose nella vita possono cambiare, il denaro ha anche un fattore "opzionale" e quindi i soldi che avevo messo da parte per la vecchia un domani, di fronte all'occasione giusta, possono servire per rilevare un'attività con grandi prospettive che non avremmo mai pensato fosse messa in vendita.

Considerare solo il rendimento "non condizionato" di lungo periodo di un asset class come quella azionaria, e realizzare che è stato superiore alle altre non deve, da solo, portarci a scommettere tutto su quella nella convinzione che alla "fine" i soldi investiti in essa si accresceranno all'interesse composto dato dai rendimenti storici. Il ragionamento è troppo semplicistico, è importante considerare sempre lo stato e le valutazioni dell'asset class che scegliamo nel preciso momento in cui decidiamo di investire in essa.

I mercati azionari nel 1932 o del 2009 non sono paragonabili a quelli di oggi come valutazioni, dopo un bull rum così prolungato e che poi, più del passato, è stato concentrato in un pugno di azioni tecnologiche che hanno guidato la crescita degli indii di mercato.

Quello che ci preoccupa è che l'italiano medio sia passato dal 100% in BTP "quando rendevano" e quello poteva ancora andare bene, al 100% in conto corrente perchè "ho paura di perdere soldi" al 100% di azionario perchè "tanto nel lungo termine non si può che guadagnare". Questa linea di pensiero è troppo semplicistica e va approfodnita se da essa dipende del nostro benessere e di quello della nostra famiglia.

I tassi, fino a poco fa scomparsi, oggi tornati in scena non vanno sottovalutati

Le obbligazioni governative dei principali paesi sviluppati, quindi con il miglior rating creditizio ci avevano abituato, prima volta nella storia, negli ultimianni, ad avere rendimenti prospettici negativi (se tenute sino a scadenza) oggi con tassi ben più generosi, possono tranquillamente ritornare a far parte di un portafoglio anche retail in funzione di diminuzione della volatilità dello stesso.

La volatilità del portafoglio è un qualcosa che deve essere contenuto anche da parte della persona più sicura della propria posizione economica e dei propri guadagni perchè, come dicevano gli anziani "non si sa mai", può sempre succedere qualcosa che scompagina i nostri piani e rende necessario "rompere il salvadanaio" per esigenze non previste.

Il bear market cui abbiamo tutti assististo nel 2008 è stato forte nella discesa ma non nella durata, i veri bear market, quelli che fanno male e che segnano una generazione sono quelli che durano anni, anche decenni, pensiamo agli anni '70, e fanno morire idee semplicistiche come le azioni, e solo loro, per il long term. 

Immobiliare, mai citato da nessuno ma ha meriti da vendere

Non possiamo poi non citare il fatto che ormai sia idea comune che comprare immobili in Italia sia da cretini, chiunque il qualche forum di investimenti provi a citare l'investimento immobiliare, viene subito preso ad insulti considerato un"boomer", una persona di altri tempi che non si rende conto che la popolazione nel nostro paese sta crollando e le case non possono che fare una brutta fine.

Bene, dissentiamo da questo tipo di affermazioni, se fatte senza delle premesse, ad esempio relative al mercato immobiliare specifico a cui si sta guardando. Se per esempio consideriamo le città universitarie dove assistiamo ad una facilità di locazione incredibile anche se confrontata a quella di Milano, come ci viene riportata dai nostri clienti che vi hanno investito, ci viene da suggerire che forse qualche appartamentino a reddito che porti un flusso di reddito costante e prevedibile, in un portafoglio diversificato fa assolutamente senso averlo. Non dimentichiamoci poi il fatto che le case si possono prendere a leva, utilizzando per la massima parte dell'acquisto, i soldi di altri - tipicamente di un istituto bancario - e anche questo è una cosa che fa bene al nostro benessere finanziario perchè ci crea una posizione debitoria che si avvantaggia di fiammate inflazionistiche e che viene invece ripagata da un flusso di reddito di studenti che ogni 2-3 anni cambiano e quidni il cui tasso di rendimento di adegua all'inflazione evebtualmente crescente in maniera naturale.

Prendiamo dagli strumenti che il mondo della finanza ci propone oggi il buono, come quello di evitare tutti i fondi comuni attivi che ormai studi su studi hanno dimostrato essere una alternativa perdente e care ai semplici e performanti fondi indicizzati, ma non pensiamo la "semplicità" di un ETF si anche trasportabile nella asset allocation che ci può portare al benessere finanziario quando saremo più maturi, lì ci sarà da lavorare un po' di più.

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