Noi siamo dei grandi fan dell'investimento immobiliare, pur parlando di altri tipoligie di investimento, reali e finanziarie, investire nel mattone rimane la nostra professione e l'asset class che secondo noi può dare le maggiori soddisfazioni all'investitore retail, sopratutto italiano.
Non siamo però per l'invstimento immobiliare ad oggni costo e ad ogni prezzo, e nel momento in cui il valore delle case sale e il loro rendimento da locazione scende, è ragionevole chiedersi quale sia il livello di rendimento da locazione sotto il quale non abbia proprio senso avere un immobile a reddito con tutti i costi, e potenziali rotture, che questa attività di investimento comunque comporta.
I tassi di rendimeno da locazione possono essere bassissimi, nulla vieta che Milano, un po' come città come Zurigo per citarne una, veda iimmobili del valor di 1 MLN di EUR avre un canone annuo di soli 10k EUR, quindi porando un magrissimo e quali impensabile 1% annuo di rendimento.
Il benchmark naturale: il BTP decennale
Nel 2025, il BTP 10 anni rende mediamente tra 3,8% e 4,2% (lordo).
Dopo tasse (12,5%), il rendimento netto si aggira attorno al 3,3–3,6%.
Questo è oggi il “risk-free reale” dell’investitore italiano:
-
liquidabile,
-
senza gestione,
-
senza spese,
-
tassato poco.
Un immobile, per avere senso come investimento alternativo, deve pagarti un premio per il rischio e l’illiquidità.
Storicamente, chi investe in residenziale accetta:
-
illiquidità (tempi di vendita lunghi),
-
rischio di vacancy,
-
spese straordinarie,
-
rischio normativo (IMU, vincoli, morosità).
Questo equivale a un premio minimo di 200–250 bps sopra il tasso risk-free.
Tradotto: un immobile residenziale “normale” a Milano deve rendere almeno il 5,5–6% lordo (≈4% netto) per essere competitivo.
Il rendimento reale netto
Quando si parla di “rendita immobiliare”, è fondamentale parlare di netto reale, ossia dopo:
-
imposte (IMU + Irpef o cedolare secca 21%),
-
spese condominiali,
-
manutenzioni ordinarie e straordinarie,
-
eventuale vacancy (calcolata 1–2 mesi/anno).
Un bilocale in buona zona (Porta Romana, Bocconi, Isola) affittato oggi a 1.400–1.600 €/mese produce:
-
ricavo lordo annuo: ~18.000 €
-
spese e tasse totali: 25–30%
-
rendimento netto reale su valore di mercato (~400.000 €): 3,0–3,2%
Quindi oggi molti immobili milanesi rendono meno del BTP netto, e questo è il nodo.
La soglia “minima vitale”: il punto di indifferenza
Possiamo definire un rendimento minimo accettabile (RMA) come:
RMA=RBTP,netto+premio illiquidita? e rischio operativoRMA = R_{BTP,netto} + ext{premio illiquidità e rischio operativo}RMA=RBTP,netto+premio illiquidita? e rischio operativo
Oggi:
RMA=3,4%+1,0%=4,4% netto minimoRMA = 3,4\% + 1,0\% = extbf{4,4\% netto minimo}RMA=3,4%+1,0%=4,4% netto minimo
Se l’immobile non supera il 4,4% netto atteso,
-
economicamente non conviene tenerlo a reddito;
-
ha senso solo come bene rifugio patrimoniale o prospettiva di rivalutazione futura (che oggi non c’è).
Il paradosso attuale: capital gain zero, rendimenti compressi
Per oltre un decennio (2012–2022) i bassi tassi d’interesse hanno reso accettabili anche rendimenti netti al 2–3%,
perché si contava sulla rivalutazione del capitale.
Oggi lo scenario è invertito:
-
i prezzi sono già alti,
-
i tassi sono risaliti e non sembrano prevedere una loro discesa negli anni futuri vicino ai tassi zero di recente memoria,
-
e la rivalutazione futura è minima o negativa, con Milano - sopratutto sul nuovo - che oggi viene venduta a 10k EUR al mq in zone che fino a 4-5 anni fa era difficile anch vendere a 5k EUR al mq un buon usato
Se il rendimento da reddito non compensa il capitale immobilizzato, la detenzione perde razionalità economica.
Un appartamento da 500.000 € che produce 13.000 € netti/anno (2,6%) rende meno di un BTP e comporta più rischio.
Quando ha ancora senso detenere un immobile a reddito?
-
Se non ha debito (quindi il rendimento netto non va confrontato con costo del capitale) e quindi parliamo di un immobile ereditato o che abbiamo già pagato integralmente non avendo più debito bancario residuo
-
Se è in posizione “premium” (dove la tenuta del valore compensa il basso rendimento) e dove c'è sempre un "effetto scarsità" ch ne protegge il valore. Anche lo status di avere un immobile, mettiamo a Brera, è comunque una cosa che può far piacere ad una famiglia che nel futuro potrebbe avere uno o più figli che verranno a studiare o lavorare a Milano
-
Se è gestito in forma semi-imprenditoriale (più unità, ottimizzazione fiscale, gestione efficiente), pensiamo anche al settore degli affitti brevi ma senza un property manager intermediario che ci magi tutti i sovrarendimenti garantiti da quela messa a reddito
-
Se è parte di una strategia di diversificazione patrimoniale più ampia, e questo è per noi il fattore cruciale, le case difencono comunque dall'inflazione in un modo in cui i bond governativi non saranno mai in grado di fare (tralasciando i TIPS): avere immobili è meglio di qualsiasi detenzione di commodity oro o pietre preziose nel proteggere il valore reale del nostro investimento nel tempo, anche se al prezzo di avere da tale investimento un "magro" ritorno per n anni
-
Se prevede un upside potenziale (rivalutazione di zona, conversione d’uso, sviluppo), anche in questi casi che sono molteplici e forse più affini ad un operatore che ad un investitore retail, ha senso mantenere la posizione anche se lo yield risulta basso o bassissimo
Ma per chi ragiona da investitore puro, il confine è netto: sotto il 4% netto, il real estate residenziale non è più un investimento, è un costo opportunistico di status che va meditato a fondo.
| Scenario | Rendimento netto medio | Confronto BTP netto | |
|---|---|---|---|
| < 3% | inferiore al risk-free | Detenzione irrazionale | |
| 3–4% | simile al BTP | Borderline (tenere solo per uso o rivalutazione) | |
| 4–5% | +100 bps sul BTP | Accettabile (bene difensivo) | |
| >5% | +200 bps sul BTP | Investimento solido | |
| >6% | +300 bps | Ottimo rendimento per Milano residenziale |
Conclusione: alla fine è solo una questione di numeri ... ma non solo
Il mercato delle locazioni milanesi 2025 sta vivendo una “resa dei conti” finanziaria:
gli affitti non riescono più a crescere al ritmo dei prezzi e dei costi,
mentre i rendimenti alternativi senza rischio (BTP, depositi vincolati, fondi monetari) si sono rialzati.
Per la prima volta, la scelta tra casa e bond non è emotiva ma numerica.
E la matematica, quando i tassi salgono, non fa sconti.
Per chi vuole comunque mantenere un proprio patrimonio immobiliare su MIlano, e far sì che lo stesso sia gestito al meglio, non solo in termini di rendimento numerico da affitti ma anche di qualità dei conduttori con cui uno ha a che fare come locatore del bene, siamo a vostra disposizione nel condividere la nostra professionalità ed esperienza in questo settore : info@immobiliedinvestimenti.com
Il contenuto del blog non costituisce nè sollecitazione al pubblico risparmio, nè consulenza personalizzata, come indicato dall'art. 1 c. 5 septies del D.Lgs 58/1998 (T.U.F.), modificato dal D. Lgs 167/2007. Gli autori del blog non conoscono le caratteristiche personali di ciascuno dei potenziali lettori, in particolare in merito di consistenza patrimoniale, flussi reddituali, capacità di sostenere perdite. Il lettore del blog è il solo responsabile di ogni decisione operativa e deve operare in base alle sue conoscenze ed esperienze. Tutti gli strumenti finanziari comportano un rischio che può determinare sia dei profitti che delle perdite. Gli investimenti in prodotti finanziari con "effetto leva" - esplicito od implicito - quali cambi, derivati e materie prime, possono essere molto speculativi e non essere quindi adatti a tutti gli investitori e a tutti i lettori di questo blog. E' possibile che gli autori siano direttamente interessati, in qualità di risparmiatori privati o di professionsiti della finanza, all'andamento degli strumenti finanziari descritti, ne detengano in portafoglio e/o svolgano attività di trading in proprio sugli stessi strumenti citati.


