La periferia è "the place to be", i prezzi sono ancora bassi rispetto al centro cittadino ormai ritenuto dai più inarrivabile come valutzioni, i canoni per gli affitti tradizionali registrano in queste aree delle nostre città i maggiori incrementi percentuali... come si fa a non guardare in questa direzione?
Semplice, basta guardare non solo al rendimento atteso ma anche, e soprattutto, ai rischi che un investitore corre investendo in queste aree.
Un paio di mesi fa siamo stati contattati da una cliente intenzionata a vendere il proprio bilocale in una zona periferica di Milano, ma vicina ad una importante sede universitaria. Prezzo richiesto 2000 EUR al mq.
La cosa interessante è avere studato la storia degli ultimi 12 anni di questo immobile.
La nostra cliente ha comprato a 1000 eur al mq e adesso spera di vendere al doppio; l proprietario prima di lei aveva comprato a quasi 2000 eur al mq e fu costretto a vendere al 50% di perdita in conto capitale.
Il proprietario precedente a questo aveva avuto invece la ventura di comprare a meno di 1000 eur al mq e riuscire a vendere a 2000.
Cosa ci insegna questa storia? Che la periferia è il regno della volatilità e non solo del rendimento!
Quando guardiamo agli alti rendimenti pensiamo che possimo trovarci nella sitauzione della persona che ha comprato a 100 ed è obbligato 5 anni dopo a vendere a 50 ... in periferia ci sono dei volatilità di prezzi, anche su microaree legate alla presenza di malavita, locali rumorosi e altro, che fanno rabbrividire.
Se 100,000 EUR investiti in centro città, in zona affermata e "sicura" sono un investimento con un dato profilo di rischio-rendimento, quando decidiamo di investire la stessa cifra in periferia dobbiamo prepararci alle montagne russe!
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