Una tragedia capitata recentemente ad un nostro cliente, vi ha ricordato in maniera chiara ed inequivocabile che un buon professionista NON si limita a fare quello che gli viene detto o quello che si suppone lui faccia ma si "prende cura del proprio cliente", si mette nei suoi panni andando a comrpendere che una scelta fatta, magari con poca consapevolezza, anche se lecita, un domani potrebbe ledere, e di molto, il proprio interlocutore.
L'avere cura è una disposizione di animo fodnamentale, se non si ha cura allora hanno ragione quelli che ci dicono che presto ChatGPT sostituirà tutti i lavor intellettuali: fare le attività previste da un servizio intellettuale è oggi una commodity, quindi se non ti distingui, ad esempio mettendoci della cura particolare per il tuo cliente pensando a tutte le possibili conseguenze di una dato comportamento, non servi più.
Non stiamo parlando di intelligenza supeirore, di maggiore efficienza o velocità subitanea, ci riferiamo solamente al fare le cose "per bene", nella consapevolezza che la persona che abbiamo di fronte deve essere trattata come nostra madre o un nostro fratello, con la stessa cura ed attenzione.
Questa disposizione vale per gli agenti immobiliari, ma anche per i consulenti finanziarie ed i commercialisti, gli avvocati e tutti i professionisti per cui un sì di troppo o un no di meno possono provocare serie conseguenze nel benessere del proprio cliente.
AVere cura, questa è la nuova regola del gioco.
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