Quando si parla con un proprietario di casa che ha deciso di porre in vendita il proprio immobile, se lo stesso non ne è entrato in possesso di recente ed in maniera "indolore", ad esempio tramite lascito ereditario, o lo stesso immobile non costituisce solo un singolo elemento di un grande e più vasto patrimonio immobiliare, è molto probabile che si molto arduo far capire al cliente il valore corretto della casa.
Per chi vende la propria casa vale sempre "di più", ha aspetti particolari, un carattere, delle caratteristiche che non vengono capite e comunque non sono apprezzate dal proprio interlocutore, ma come mai il proprietario sopravvaluta sempre l'immobile che decide di mettere in vendita?
Per tre principali motivi che vi andiamo ad esporre qui sotto.
1 Vincolo emotivo che lega il venditore alla casa che sta mettendo in vendita
Molti venditori hanno un forte legame emotivo con la loro casa di proprietà, specialmente se hanno vissuto lì per molti anni o hanno legami sentimentali con il luogo. Questo legame può portarli a sovrastimare il valore della proprietà in quanto vedono il loro investimento in modo molto personale e attribuiscono un valore affettivo alla casa che potrebbe non essere giustificato dal mercato.
Per loro un sistema di illuminazione non è solo un istema di illuminazione ma la cosa che ha preso loro un mese di ricerche, tante fatiche nel montaggio e magari i complimenti dell'amico architetto che per primo è venuto ospite e lo ha visto installato. L'aver goduto di tanti particolari che si era deciso di mantenere in vita del "sapore" della casa d'epoca al tempo dell'acquisto è dal proprietario ancora percepito come di grandissima importanza, senza considerare che il mercato può avere mutato di gusto e quindi quello che per lui è un valore specifico dell'immobile, per i più può rappresentare una nuova spesa necessariaper la ristrutturazione dell'immobile stesso prima di poterci vivere.
Abbiamo speso detto nel nostro blog che le "case uniche" sono veramente poche, ed nella stragrande maggioranza dei casi gli immobili devono incontrare il placet di un "utente medio" che può avere gusti molto diversi da noi venditori e magari una disponibilità di spesa molto inferiore a quella che caratterizzava gente come noi ai tempi dell'acquisto originario.
L'aspetto psicologico di legame con la casa, che non è assolutamente un bene come un altro, come potrebbe essere un tavolo o un divano, è sicramente lo scoglio maggiore da aggirare per poter arrivare ad una valutazione condivisa dell'asst in questione.
2 Speranze e aspettative finanziarie: per il venditore la vendita è sempre finalizzata ad un fare qualcosa di diverso e questo qualcosa può influenzare il valore percepito del bene posto in vendita
I venditori spesso hanno speranze e aspettative finanziarie molto alte per la vendita della loro proprietà. Possono avere bisogno di un certo importo di denaro per affrontare spese future o raggiungere i loro obiettivi finanziari, il che li porta a sovrastimare il valore della casa per ottenere quel risultato desiderato.
Se vendo casa a Milano per comprare casa, mettiamo, a Miami, il prezzo della casa di Miami che io intendo acquistare "influenzerà" il valore richiesto della casa a Milano. La cosa è totalmente irrazionale e priva di qualsiasi logica, ma è quello che spessissimo succede quando una persona si trova di fronte ad una vendita di un qualcosa al fine di potersi permettere qualcos'altro.
Se vendo il bilocale per comprarmi la Porsche d'epoca che ho sempre sognato, del valore del bilocale mi interessa in maniera relativa, so i soldi che mi vengono richiesti per l'acquisto che devo effettuare dall'altra parte. Molte case giudicate "invendibili" hanno alla loro base una necessità di scambio con una oggetto che vale molto di più della casa in questione, fattore che rende la prima invendibile proprio perchè il venditore non riuscirebbe a chiudere la transazione dall'altra parte che giustifica la vendita stessa.
3 Disinformazione o mancanza di consapevolezza di mercato: si vende in media una casa ogni 20 anni, è normale che uno non rimanga informato alla perfezione sulle dinamiche di un mercato
Alcuni venditori potrebbero non essere adeguatamente informati sul mercato immobiliare locale o potrebbero non essere al corrente delle recenti vendite comparabili nella zona. Questa mancanza di informazioni o consapevolezza del mercato può portare a stime errate del valore della proprietà.
Il fatto che in media ci si trovi di fronte ad un notaio per una compravendita immobiliare ogni 20 anni, giustifica questa mancanza di consapevolezza: le case sono un bene che viene scambiato con bassissima frequenza, inutile quindi per una persona che facci altro occuparsi di questo mercato in maniera continuativa.
Spesso nella nostra esperienza come agenti immobiliari ci sono capitati dei venditori, ad esempio, che non erano minimamente consapevoli che la zona da loro abitata era passata totalmente di moda e che quindi i prezzi di 15-20 anni prima avevano segnato dei "Massimi" mai più toccati dal mercato "locale". QUando parliamo di rimanere aggiornati sul proprio patrimonio ci riferiao proprio a questo tipo di dinamiche, se si percepisce che una data zona in cui siamo investite non è più di moda, è bene muoversi per tempo piuttosto che apsettare che la stessa valga solo una frazione di quanto abbiamo pagato noi per acquistarla.
Le distorsioni cognitive che abbiamo appena visto possono comportare una discrepanza tra le aspettative del venditore e la realtà del mercato, rendendo più difficile per gli agenti immobiliari convincere il venditore a quotare la casa a un prezzo più realistico.
Uno dei maggiori sforzi da parte degli agenti immobiliari, di Milano ma anche di tutte le altre località, è proprio quello di educare i venditori sul mercato attuale e aiutarli a stabilire un prezzo di vendita che sia competitivo e in linea con le condizioni correnti del mercato. Il prezzo deve essere alto abbastanza da rendere certo al venditore di non aver "svenduto" la casa, ovvero concesso ad un terzo un guadagno senza rischio semplicemente rigirandone il compromesso, ma non alto abbastanza da scoraggiare compratori seri ad interessarsi ad essa.
Se state valutando di vendere un vostro immobile a Milano centro, siamo a vostra disposizione nell'affrontare la questione chiave su cui basare poi tutta la commercializzazione successiva: quanto vale la mia casa? La questione non trova facile risposta nelle decine di motori di valutazione automatica che si trovano online, tutta spazzatura, sopratutto quando non si parla di un bilocalino di periferia, ma di un un immobile di pregio in una zona esclusiva dove di immobili in vendita ce ne sono pochi.
Siamo a vostra disposizione: info@immobiliedinvestimenti.com
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