La nostra esperienza, forse solo aneddotica, degli ultimi due mesi nel mondo degli immobili commerciali ci ha portato a pensare che forse per molte realtà imprenditoriali medio-piccole il concetto di "ufficio" non abbia più senso.
La nostra esperienza, forse solo aneddotica, degli ultimi due mesi nel mondo degli immobili commerciali ci ha portato a pensare che forse per molte realtà imprenditoriali medio-piccole il concetto di "ufficio" non abbia più senso.
Passeggiando alcuni mesi fa in pieno centro con un amico ci siamo resi conto che un vecchio ufficio, anni'60 del centro a pochi passi dal Duomo è stato trasformato in residenziale e venduto a prezzi folli a compratori stranieri. Bravissimo chi ha fatto l'operazione, meno bravi quelli che si ritrovano case che nella migliore delle ipotesi dovranno rivendere a metà prezzo.
Dopo che negli ultimi 2 anni ci hanno chiesto, nostre conoscenti, per la quinta volta se appoggiavamo la loro decisione di diventare "property finder", abbiamo pensato che per non dover ripertere per la sesta volta cosa pensiamo di questa professione in Italia fosse meglio scriverci un post sopra. Spoiler alert: lasciate perdere, non andate da nessuna parte.
Negli ultimi anni, con l'abbassarsi dei tassi di interesse governativi, si parla sempre più spesso di "investimenti alternativi", come hedge fund e private equity, anche per investitori, diciamo retail, che fino a poco tempo fa si pensava dovessero rimanere fuori da questo tipo di esposizioni finanziarie. Vediamo un po' a cosa stare attenti.
Ieri un cliente ci ha raccontato una storiella che secondo me, con grande schiettezza ed immediatezza, fotografa molto del real estate italiano a livello istituzionale. Ve la raccontiamo.
Il titolo del presente post sembra di una banalità allucinante, è chiaro che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, la qualità di un bene immobiliare salva in parte dalla cadua verticale della domanda e dall'incertezza che ormai contraddistingue tutti gli ambiti economici. Anche la location pare passare in secondo piano.
Contro il nostro interesse, siamo qui ad annunciare che le case si possono tranquillamente vndere senza rivolgersi a nessun agente immobiliare, è pieno di siti "solo tra privati" con cui potete commercializzare il vostro immobile, trovare una persona interessata all'acquisto, concludere con questa una trattativa sul prezzo e le modalità di pagamento e liberazione della casa e passare al rogito. Purtroppo la pratica ci dice che non sempre va tutto liscio.
Purtroppo internet e le poche o nulla barriere all'ingresso che caratterizzano questo mezzo di comunicazione, consentono a molti improvvisati venditori di certezze, che noi amiamo definire scherzosamente "fuffaguru" di mostrarsi per molto di più di quello che in realtà sono, ovvero dei ciaparatt (detto a' la milanese). Iniziamo con questo post una serie di riflessioni con la finalità di servire da antidoti per non cadere nelle loro trappole fatte di finte certezze.
Negli ultimi 6 mesi abbiamo avuto a che fare più volte, durante la nostra attività di locazione di piccoli appartamenti a Milano, con persone che uscivano da appartamenti parcellizzati in singole camere - il cosidetto co-living. Tutti questi rapporti chiusisi con strascichi legali a detta dei nostri clienti, perchè?
Il contratto transitorio è amato sempre più, sopratutto in questo periodo di crisi del mercato delle locazioni di lungo termine, malgrado presenti delle problematiche più vere oggi che ieri. Spieghiamo perchè.
I grandi proprietari di immobili, fondi ed investitori istituzionali, sono da sempre innamorati dell'investimento in centri direzionali, palazzi a solo uso ufficio. A Milano ne stanno spuntando come funghi e la cosa che non può non soprendere è che quelli già realizzati sono vuoti, e quando diciamo "vuoti" non intendiamo che c'e' poca gente ma che non c'e' proprio nessuno.
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